domenica, 29 luglio 2007, ore 21:01

halloween310





domenica, 29 luglio 2007, ore 11:34

Sono trascorsi molti anni, ma ricordo come fosse ieri. Ero giovanissimo, avevo l'illusione che l'intelligenza umana potesse arrivare a tutto. E perciò m'ero ingolfato negli studi oltre misura. Non bastandomi la lettura di molti libri, passavo metà della notte a meditare sulle cose più astruse. Una fortissima nevrastenia mi obbligò a smettere; anzi a lasciare la città, piena di tentazioni per il mio cervello esaurito, e a rifugiarmi in una remota campagna umbra. Mi ero ridotto ad una vita quasi vegetativa: ma non animalesca. Leggicchiavo un poco, pregavo, passeggiavo abbondantemente in mezzo alle floride campagna (era di maggio), contemplavo beato le messi folte e verdi screziate di rossi papaveri, le file di pioppi che si stendevano lungo i canali, i monti azzurri che chiudevano l'orizzonte, le tranquille opere umane per i campi e nei casolari. Una sera, anzi una notte, mentre aspettavo il sonno tardo a venire, seduto sull'erba di un prato, ascoltavo le placide conversazioni di alcuni contadini lì presso, i quali dicevano cose molto semplici, ma non volgari né frivole, come suole accadere presso altri ceti. Il nostro contadino parla di rado e prende la parola per dire cose opportune, sensate e qualche volta sagge. Infine si tacquero, come se la maestà serena e solenne di quella notte italica, priva di luna, ma folta di stelle, avesse versato su quei semplici spiriti un misterioso incanto. Ruppe il silenzio, ma non l'incanto, la voce grave di un grosso contadino, rozzo in apparenza, che stando disteso sul prato con gli occhi volti alle stelle, esclamò quasi obbedendo ad una ispirazione profonda: "Come è bello! E pure c'è chi dice che Dio non esiste." Lo ripeto, quella frase del vecchio contadino, in quel luogo, in quell'ora: dopo mesi di studi aridissimi, toccò tanto al vivo l'animo mio che ricordo la semplice scena come fosse ieri. Un eccelso profeta ebreo sentenziò, or sono tremila anni: "I cieli narrano la gloria di Dio". Uno dei più celebri filosofi dei tempi moderni scrisse: " Due cose mi riempiono il cuore di ammirazione e di reverenza: il cielo stellato sopra di me e la legge morale nel cuore". Quel contadino umbro non sapeva nemmeno leggere. Ma c'era nell'animo suo, custoditovi da una vita onesta e laboriosa, un breve angolo in cui scendeva la luce di Dio, con una potenza non troppo inferiore a quella dei profeti e forse superiore a quella dei filosofi.

Enrico Fermi
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categoria : citazioni, racconti





sabato, 28 luglio 2007, ore 10:53

Non so aspettarti più di tanto
Ogni minuto mi dà
L'stinto di cucire il tempo
E di portarti di qua
Ho un materasso di parole
Scritte apposta per te
E ti direi spegni la luce
Che il cielo c'è

Star lontano da lei non si vive
Stare senza di lei mi uccide
Testa dura testa di rapa
Vorrei amarti anche qua
Nel cesso di una discoteca
O sopra il tavolo di un bar
O stare nudi in mezzo a un campo
A sentirsi addosso il vento
Io non chiedo più di tanto
Anche se muoio son contento
Star lontano da lei non si vive
Stare senza di lei mi uccide
Canzone cercala se puoi
dille che non mi perda mai
va' per le strade e tra la gente
diglielo veramente
Io i miei occhi dai tuoi occhi
Non li staccherei mai
E adesso anzi me li mangio
Tanto tu non lo sai
Occhi di mare senza scogli
Il mare sbatte su di me
Che ho sempre fatto solo sbagli
Ma uno sbaglio che cos'è

Stare lontano da lei non si vive
Stare senza di lei mi uccide
Canzone cercala se puoi
dille che non mi lasci mai
va' per le strade e tra la gente
diglielo dolcemente
E come lacrime la pioggia
Mi ricorda la tua faccia
Io la vedo in ogni goccia
Che mi cade sulla giacca
Stare lontano da lei non si vive
Stare senza di lei mi uccide
Canzone trovala se puoi
dille che l'amo e se lo vuoi
va' per le strade e tra la gente
diglielo veramente
non può restare indifferente
e se rimane indifferente
non è lei


Lucio Dalla - Canzone
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categoria : video, testo canzoni





sabato, 28 luglio 2007, ore 01:57

Bastano poche gocce d'acqua per spegnere un fuoco nato dallo nostra mente ma non basta un intero acquazzone per placare un fuoco che arde nel nostro cuore.
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mercoledì, 25 luglio 2007, ore 22:30

Homer Simpson: Ipse Dixit


1. A che serve uscire? Tanto alla fine torniamo sempre qui...

2. Bisogna essere in due per mentire, uno che mente e l'altro che sente.


3. Abbassare il limite di velocità? Che stupidaggine! Certo, salverebbe delle vite, ma un sacco di gente arriverebbe in ritardo!


4. Le tre massime per andare avanti nella vita. Numero 1: "Mi raccomando coprimi!". Numero 2: "Mitico! Ottima idea capo". E infine: "Era già così quando sono arrivato io!".


5. Lisa potresti suonare la tromba un po' più piano, non riesco a sentire quello che penso!


6. Magari potessi andarci io in pensione, quello sarebbe supermitico!


7. Marge non lasciare la presa! Qualunque cosa accada se ti vogliono in paradiso dovranno beccarsi anche me!


8. Marge perché piangi? Non hai alcun dolore fisico... è l'unico tipo di dolore che un uomo può comprendere!


9. Marge, quando mi unisco ad una setta clandestina, mi aspetto un minimo di sostegno dalla mia famiglia.


10. Marge! Quanti figli abbiamo? Oh, non c'è tempo per contare, faccio una media, ehmm..ehmm... nove! Nove, si!


11. Non dirlo mai più! i rischi stupidi sono il motivo per cui vale la pena di vivere la vita!


12. Non sono solitamente un uomo che prega, ma se sei lassù, per favore salvami, Superman.


13. Oh andiamo Lisa, sono sempre stato un uomo obeso intrappolato nel corpo di un uomo grasso.


14. Oh, niente Marge... Solo un piccolo inconveniente circa l'uomo nero. Naturalmente tutto questo non sarebbe accaduto, se tu fossi stata qui ad impedirmi di comportarmi da stupido.


15. Ora basta! Da questa città me ne andrò vivo anche se dovessi morire!


16. Per quanto tu possa essere bravo in una cosa ci sono sempre circa un milione di persone che sono più brave di te!


17.
Bart, con 10.000 dollari saremmo milionari! Potremmo comprare ogni tipo di cose utili come... l'amore!

18. Quando si partecipa ad un evento sportivo quello che conta non è vincere o perdere. Quello che conta è quanto ti ubriachi.


19. Quando vedo un sorriso sulla faccia di tutti i bambini, so con certezza che stanno per infilzarmi con qualcosa.


20. Ragazzo, tu hai fatto del tuo meglio e hai fallito miseramente. La lezione è: mai tentare.


21.
Per favore, non mangiatemi! Ho moglie e figli, mangiate loro! [Rivolto agli alieni che lo hanno rapito]

22. Spero di non aver causato un grave cervello al mio danno!

halloween310
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categoria : risate





martedì, 24 luglio 2007, ore 15:48

TI rendi conto di vivere nel 2007 quando:
1. Per sbaglio inserisci la password nel microonde.
2. Sono anni che non giochi al solitario con carte vere.
3. Hai una lista di 15 numeri per telefonare ai tuoi parenti.
4. Mandi email alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo.
5. Il motivo per cui non ti tieni in contatto con gli amici e parenti è perché non hanno indirizzi email.
6. Rimani in macchina e con il telefono chiami qualcuno che ti possa aiutare con la spesa.
7. Ogni sport in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo.
8. Uscire di casa senza telefono, cosa che hai tranquillamente fatto per i primi 20 o 30 anni della tua vita, ora ti crea il panico e ti fa tornare indietro a prenderlo.
10. Ti alzi al mattino e ti metti subito al computer, senza prima aver fatto colazione.
11. Continui ad arrovellarti alla ricerca di nuovi modi di sorridere.
12. Mentre leggi tutto questo ridi e fai "si" con la testa.
13. Sei troppo concentrato per accorgerti che manca il punto "9".
14. E ora sei tornato indietro a controllare se davvero manca il punto "9".
15. E ora stai ridendo da solo.

Dal web

PS: Gli ultimi tre punti sono proprio veri!
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sabato, 21 luglio 2007, ore 14:32

La domanda è però se sia concepibile vivere una vita in cui si sarebbe così totalmente soli da non dipendere da nessuno.
Tutti noi dipendiamo gli uni dagli altri per ogni genere di cose, non è vero? Dipendiamo dal macellaio, dal fornaio, dal fabbricante di candele. Interdipendenza. Benissimo!
Abbiamo organizzato la società in questo modo e assegniamo funzioni diverse a persone diverse per il benessere di ciascuno, così da funzionare meglio e vivere in modo più efficiente - o almeno speriamo che sia così. Ma dipendere da un altro psicologicamente - dipendere da un altro emotivamente - cosa comporta? Significa dipendere da un altro essere umano per raggiungere la felicità.
Pensateci sopra. Perchè se lo fate, la prossima cosa che farete, ne siate coscienti o meno, sarà esigere che altre persone contribuiscono alla vostra felicità. Poi ci sarà un ulteriore gradino - paura, paura della perdita, paura dell'alienazione, paura di essere respinti, controllo reciproco.
L'amore perfetto esclude la paura. Dove c'è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza. Io non esigo che voi mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi. Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso; godo immensamente della vostra compagnia, ma non mi abbarbico a voi. Godo della vostra compagnia sulla base del non-abbarbicamento. Non siete voi, cio di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me. E' qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi ve ne andate, l'orchestra non smette. Quando incontro qualcun'altro suona un'altra melodia, altrettando deliziosa. E quando sono solo, continua. Ha un grande repertorio e non cessa mai di suonare.
Il risveglio è tutto qui. Ed è per questo che siamo ipnotizzati, addormentati, che abbiamo subito il lavaggio del cervello. Sembra una cosa terribile da chiedere, ma si potrebbe dire che voi mi amate, se vi abbarbicate a me e non mi lasciate andare? Se non mi lasciate stare? Si può dire che mi amate se avete bisogno di me psicologicamente o emotivamente, per la vostra felicità?


da Messaggio Per Un' Aquila Che Si Crede Un Pollo di Anthony De Mello
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