martedì, 28 agosto 2007, ore 08:59


Un viaggiatore disse a uno dei discepoli:


"Sono venuto da molto lontano

per ascoltare il maestro,
ma non trovo niente
di straordinario nelle sue parole".

"Non ascoltare le sue parole. Ascolta il suo messaggio".

"E come si fa?"

"Afferra una frase che
lui dice. Scuotila bene
finché tutte le parole cadono.
Ciò che rimarrà infiammerà
il tuo cuore".

Anthony De Mello
halloween310





sabato, 21 luglio 2007, ore 14:32

La domanda è però se sia concepibile vivere una vita in cui si sarebbe così totalmente soli da non dipendere da nessuno.
Tutti noi dipendiamo gli uni dagli altri per ogni genere di cose, non è vero? Dipendiamo dal macellaio, dal fornaio, dal fabbricante di candele. Interdipendenza. Benissimo!
Abbiamo organizzato la società in questo modo e assegniamo funzioni diverse a persone diverse per il benessere di ciascuno, così da funzionare meglio e vivere in modo più efficiente - o almeno speriamo che sia così. Ma dipendere da un altro psicologicamente - dipendere da un altro emotivamente - cosa comporta? Significa dipendere da un altro essere umano per raggiungere la felicità.
Pensateci sopra. Perchè se lo fate, la prossima cosa che farete, ne siate coscienti o meno, sarà esigere che altre persone contribuiscono alla vostra felicità. Poi ci sarà un ulteriore gradino - paura, paura della perdita, paura dell'alienazione, paura di essere respinti, controllo reciproco.
L'amore perfetto esclude la paura. Dove c'è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza. Io non esigo che voi mi facciate felice; la mia felicità non alberga in voi. Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso; godo immensamente della vostra compagnia, ma non mi abbarbico a voi. Godo della vostra compagnia sulla base del non-abbarbicamento. Non siete voi, cio di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me. E' qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi ve ne andate, l'orchestra non smette. Quando incontro qualcun'altro suona un'altra melodia, altrettando deliziosa. E quando sono solo, continua. Ha un grande repertorio e non cessa mai di suonare.
Il risveglio è tutto qui. Ed è per questo che siamo ipnotizzati, addormentati, che abbiamo subito il lavaggio del cervello. Sembra una cosa terribile da chiedere, ma si potrebbe dire che voi mi amate, se vi abbarbicate a me e non mi lasciate andare? Se non mi lasciate stare? Si può dire che mi amate se avete bisogno di me psicologicamente o emotivamente, per la vostra felicità?


da Messaggio Per Un' Aquila Che Si Crede Un Pollo di Anthony De Mello
halloween310





venerdì, 13 luglio 2007, ore 10:59

Un guru una volta stava tentando di spiegare ad una folla il modo in cui gli esseri umani reagiscono alle parole, si nutrono di parole piuttosto che di realtà.
Uno degli uomini si alzò e protestò, dicendo: "Non sono d'accordo sul fatto che le parole abbiano un effetto di questa portata su di noi".
Il guru rispose: "Siediti, figlio di puttana".
L'uomo divenne livido di rabbia e disse: "Tu ti definisci una persona illuminata, un guru, un maestro, ma dovresti vergognarti di te stesso".
Il guru allora rispose: "Perdonami, mi sono lasciato trasportare. Non volevo. Chiedo scusa".
L'uomo si calmò.
Allora il guru disse: "Sono bastate poche parole per scatenare una tempesta dentro di te; e ne sono bastate poche altre per farti calmare nuovamente, non è vero?".
Parole, parole, parole, parole: quanto possono imprigionarci, se sono usate correttamente!


OF014847
"Quante persone passano la vita a mangiare non il cibo, ma il menù? Il menù è solo l'indicazione di qualcosa che è disponibile. Quella che volete mangiare è una bistecca, non le parole."

Anthony De Mello - Messaggio Per Un'Aquila Che Si Crede Un Pollo
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domenica, 01 luglio 2007, ore 15:49


"Alcuni di noi vengono svegliati dall'aspra realtà della vita. Soffriamo a tal punto da svegliarci. Ma la gente non fa che andare a sbattere contro la vita, una volta dopo l'altra. Continua a girare in stato di sonnambulismo. Non si sveglia mai. Purtroppo, non le viene mai in mente che potrebbe esistere un altro modo di vivere. Non le viene in mente che potrebbe esserci un modo migliore di vivere. Tuttavia, se non si è ancora stati bastonati a sufficienza, e se non si è sofferto abbastanza, c'è anche un altro modo per svegliarsi: ascoltare."

Anthony De Mello - Messaggio per un'aquila che si crede un pollo
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venerdì, 15 giugno 2007, ore 13:13

pregiudizio
"Per conseguire la consapevolezza, bisogna saper vedere, e non si può vedere se si è accecati dai pregiudizi. Quasi tutte le cose e le persone che guardiamo, le guardiamo attraverso il filtro dei pregiudizi. Direi che è sufficiente a scoraggiare chiunque."

Anthony De Mello
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lunedì, 11 giugno 2007, ore 22:52

aquila
Un uomo trovò un uovo d'aquila e lo mise nel nido di una chioccia.
L'uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l'aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l'aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.
Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni, e l'aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d'aria, muovendo apppena le robuste ali dorate.
La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. "Chi è quello?" chiese.
"E' l'aquila, il re degli uccelli", rispose il suo vicino. "Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perchè siamo polli."
E così l'aquila visse e morì come un pollo, perchè pensava di essere tale.

Anthony De Mello

polliImmagini tratte da www.demellopensieropositivo.it/
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